Associazione Nazionale Medici del Lavoro

 

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Castelfranco Veneto 19/9/2005
 
Caro Collega,

Il 26 maggio del 2005 contro ogni aspettativa il convegno nazionale ANMeLP
Cosa cambia in tema di salute e sicurezza sul lavoro:
  • L TESTO UNICO .:NOVITA’ ED APPLICAZIONI
  • I RISCHI PROFESSIONALI NEI REPARTI DI DEGENZA
 
è andato a buon fine. La partecipazione è andata oltre le più rosee aspettative.
 
 
E’ vero, il ritiro del testo unico ha lasciato tutti un po’ spaesati, ma l’attenta analisi fatta dai relatori ha posto in evidenza pregi e difetti di un testo che nella sua riorganizzazione non potrà non tener conto del lavoro fatto dalla consulta interassociativa CIIP e dalle società scientifiche ad essa collegate.
 
 
Il prof. Giuseppe Nano con grande lucidità ha evidenziato le opportunità offerte dal TESTO UNICO e gli innegabili punti critici. Ha parlato di questa “Norma manifesto della filosofia dell’intervento che enfatizza il ruolo della bilateralità, quale fattore di controllo sociale, e la strategia by objectives e non solo by regulations, ed ha posto un interrogativo “cosa fare dunque di due anni di lavoro?”
Per gli aspetti critici del testo unico, ha sottolineato i ruoli degli organi di vigilanza, degli organismi bilaterali, l’abbandono del concetto evolutivo di sicurezza, lo svilimento del documento di valutazione dei rischi,tra gli aspetti positivi, il riordino dei temi dei 12 titoli del decreto, l’informatizzazione, ossia la trasmissione di documentazione e di comunicazione ad enti amministrazioni pubbliche attraverso sistemi informatizzati.
 
 
Il signor Tonon rappresentante regionale veneto della CGIL ha portato la voce delle organizzazioni sindacali con queste conclusioni:
“Dobbiamo anche dire che il nostro giudizio sul T.U. non è mai stato isolato, poiché sono note a tutti le critiche della conferenza delle Regioni, del Consiglio di Stato, dell’Associazione dei Tecnici della Prevenzione, ma potrei citare il parere del CNEL, dell’Associazione degli Invalidi e di tanti Medici del Lavoro.
Penso che abbia fatto bene il governo a ritirare il Testo Unico e spero vivamente che si colga questa occasione per aprire un vero confronto con il Sindacato, visto che non c’è mai stato, e si lavori attorno all’accorpamento di legislazioni e normative senza la messa in discussione dei principi fondamentali e basilari sin qui costruiti a livello europeo e nazionale e che costituiscono le fondamenta per la tutela della salute dei lavoratori.
Quando si passa da una legislazione dove si dice che i lavoratori devono operare in condizioni di massima sicurezza tecnicamente e tecnologicamente possibile, ad un sistema dove i rischi vengono eliminati se ci sono misure tecniche concretamente attuabili e generalmente utilizzate, sindacato e lavoratori capiscono benissimo dove si vuole arrivare!"
 
 
Il dott. Gianni Moro Direttore dello SPISAL di Conegliano Veneto portando le riflessioni critiche dell’ANMeLP ha voluto sottolineare come il Testo Unico da occasione di discussione sui criteri applicativi si è trasformato in un momento di riflessione sui suoi contenuti, per sottolineare i punti problematici del provvedimento, ma anche i suoi aspetti positivi, e i problemi che non ha affrontato. L’ANMeLP coglie insomma l’occasione per proporre miglioramenti ad un futuro Testo Unico che dovesse essere emanato, fra pochi o molti mesi, sperando che ci sia nella prossima occasione una maggior disponibilità da parte del governo al confronto e alla discussione con le parti sociali e con le associazioni, queste ultime rappresentate nella Consulta interassociativa italiana per la prevenzione (CIIP).
 
 
La sessione pomeridiana del convegno nazionale ANMELP incentrata sui temi dei rischi professionali nei reparti di degenza, ha evidenziato come si possa fare qualità attraverso la gestione controllata dei rischi in ospedale.

Il dott. Diego Zorzi ha introdotto i temi della qualità sottolineando come uno degli elementi caratterizzanti dei sistemi qualità è la presenza di documentazione operativa (procedure, istruzioni operative, check-list, ecc.), la cui semplice esistenza, comunque, non è sufficiente per modificare il comportamento degli operatori. Se le procedure non sono condivise o, peggio, se non rispecchiano realtà e esigenze operative vengono semplicemente ignorate.
Anche per questo sono importanti i processi di comunicazione interna, indispensabili per una efficace partecipazione degli operatori all’analisi e ottimizzazione dei processi lavorativi tramite
l’individuazione dei punti critici e lo studio dei dettagli operativi, molto importanti anche dal punto di vista della sicurezza.
 
 
La dottoressa Zangirolami direttore dello SPISAL di Rovigo ha introdotto il tema della organizzazione della sicurezza nelle aziende sanitarie e ospedaliere ed ha sottolineato la necessità per ogni azienda sanitaria, di coniare un proprio slogan relativo alla tutela della salute dei cittadini e dei propri lavoratori, attraverso un impegno condiviso da tutta l’azienda sanitaria.
Ha introdotto i temi della responasbilità, che non può semplicemente rispecchiare l’assetto gerarchico. Essa in relazione alle diverse misure di tutela da adottare deve prendere in considerazione gli obblighi citati dalle norme le funzioni esercitate dai soggetti che rivestono incarichi nella struttura, le competenze professionali e gli ambiti di autonomia gestionale, ed ha proposto modelli e definizioni di responsabilità.
Ha poi introdotto il tema dei FLUSSI INFORMATIVI e DECISIONALI. Nelle aziende sanitarie, infatti la complessità della struttura e le trasformazioni continue cui va incontro, sul piano degli immobili, degli impianti, delle attrezzature di lavoro, delle dotazioni organiche, degli eventi, rischiano di rendere superata nel breve volgere di tempo una valutazione estemporanea dei rischi, e di vanificare ogni tentativo non strutturato di coordinamento degli interventi.
La relatrice sottolinea inoltre la necessità di controllare ciò che può avere rilevanza nell’insorgenza di nuovi rischi, o nel variare l’entità dell’esposizione:introduce il concetto della Progettazione di nuovi luoghi di lavoro ed adeguamento di quelli esistenti, per garantire che strutture e impianti siano idonei secondo le norme, le regole tecniche, l’ergonomia e il comfort.
 
 
La dottoressa Caterina Zanetti del Dipartimento di Medicina Ambientale e sanità Pubblica - Azienda Ospedaliera Università di Padova
Ha sapientemente illustrato il lavoro fatto in collaborazione con l’ISPESL sui rischi professionali nei reparti di degenza dove in un panorama ancora scarsamente conosciuto e cioè i cicli lavorativi ed i fattori di rischio peculiari delle attività sanitarie che erano stati presi in considerazione solo parzialmente dalla medicina del lavoro, anche perché aspetti relativi al rischio biologico erano gestiti dalle direzioni sanitarie.
Ha parlato dei diversi rischi ospedalieri evidenziando che primi rischi affrontati sono stati in genere l'inquinamento da gas anestetici nelle sale operatorie, il monitoraggio dopo incidente occupazionale a rischio di contagio da patogeni emotrasmessi, il rischio da movimentazione manuale dei pazienti, quello da manipolazione di farmaci antiblastici, quello di sensibilizzazione alle proteine del lattice presenti nei guanti sanitari. Nella relazione viene illustrato come, a distanza di alcuni anni, le attività di prevenzione messe in atto hanno modificato il quadro relativo a questi rischi migliorandolo in maniera significativa.
 
 
La dottoressa Vittoria Cervi responsabile del servizio prevenzione e protezione dell’azienda U.L.SS.22 di Bussolengo (VR)ha relazionato in merito alla formazione dei Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza con modalità E-Learning, formazione a distanza che hanno evidenziato, in generale, un apprezzamento da parte degli utenti, ma anche la necessità di procedere alla analisi e al riesame di alcune criticità quali l’utilizzo dello strumento informatico, che è ancora limitato a pochi, la necessità di una maggiore presenza in aula per gli approfondimenti che i percorsi a distanza non sono sufficienti a dare, la richiesta del coinvolgimento di un numero maggiore di tutors per il supporto sia didattico che contenutistico agli utenti.Da ciò la necessità di mettere in atto iniziative che, tenendo conto di quanto citato, potessero superare le problematiche ed avere una maggiore efficacia formativa.
 
L’Ing. Luciano Di Donato dell’ISPESL Roma ha parlato del rischio elettrico nei reparti di degenza con metodiche di analisi e monitoraggio degli ambienti sanitari in riferimento alla diversa tipologia dei reparti e dei relativi rischi.
 
Per chi ne faccia richiesta e sia in regola con l’iscrizione è possibile ricevere gli atti del convegno, il libro sui rischi professionali nei reparti di degenza, pubblicato a cura dell’ISPESL sul’analisi dei rischi fatta presso il Presidio Ospedaliero di Castelfranco Veneto.
 
Cosa ci dobbiamo aspettare nei panorami futuri dell’ANMELP?
 
Intanto solo per i soci che hanno versato la quota di iscrizione o che lo faranno entro il 30/10/2005 ci sarà la possibilità di partecipare all’evento formativo che si terrà a Castelfranco Veneto il 20 dicembre 2005 accreditato con 5 punti ECM sul tema:
 
IL RISCHIO BIOLOGICO NEI REPARTI DI DEGENZA:
 
Misure di sicurezza,prevenzione,corretto utilizzo dei DPI e profilassi nella gestione dei pazienti affetti da malattie infettive
 
Ti ricordiamo che è molto gradita la tua partecipazione, per cui sei caldamente invitato ad iscriverti: puoi farlo contattando la Segreteria Generale e Tesoreria: la quota di iscrizione annuale è di € 80 comprendente tra l’altro l’abbonamento alla rivista Salute e Sicurezza sul Lavoro, giornale a tiratura nazionale che ospita costantemente una nostra rubrica oltre a temi di grande attualità in tema di medicina del lavoro.

Grazie

Il Presidente ANMeLP
Dr.ssa Patrizia DE Matteis
Sede legale: c/o S.P.I.S.A.L. U.L.S.S. n° 7 via Armellini, 13, 31015 Conegliano (TV)
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