La Promozione della Salute e la Qualità nei luoghi di Lavoro: idee e progetti per il futuro

Il 20 Ottobre 1997 si è svolto a Venezia, nell’ambito delle manifestazioni della settimana europea della salute e sicurezza sul lavoro organizzate nella Regione Veneto, il convegno “La promozione della salute e la qualità nei luoghi di lavoro, idee e progetti per il futuro”.
La giornata del convegno ha costituito un momento di riflessione e di elaborazione di idee nuove sul rapporto tra lavoro e salute ed ha rappresentato l’occasione per far conoscere le esperienze e le iniziative per la promozione della salute e la qualità negli ambienti di lavoro presenti nel panorama internazionale ed europeo e per proporre lo sviluppo nella Regione Veneto della rete delle aziende per la promozione della salute. Nel corso della mattinata si è tenuta la tavola rotonda sul tema: “La salute negli ambienti di lavoro in un mondo che cambia”, moderata dal prof. Edoardo Gaffuri, docente universitario di medicina del lavoro, alla quale sono intervenuti:
  • l’assessore alle politiche sanitarie del Veneto prof. Iles Braghetto che ha confermato la sensibilità e l’impegno dell’Amministrazione Regionale per le problematiche della promozione della salute e ha dato comunicazione dell’impegno organizzativo e finanziario che la Regione intende assumere su questo terreno. In particolare l’Assessore ha informato dei passi compiuti dalla Regione per stringere un rapporto di collaborazione con l’OMS in materia di promozione della salute e della volontà di favorire la costruzione di alleanze per la salute tra istituzioni e soggetti sociali diversi quali ad esempio le scuole, le città, gli ospedali e le aziende. Per facilitare e stimolare la realizzazione di reti e di alleanze l’Assessore dichiara che la Regione istituirà un Centro Regionale di Promozione della Salute nei luoghi di lavoro.
  • il Sindaco di Venezia prof. Massimo Cacciari ha sottolineato come le questioni della sicurezza e tutela della salute dei lavoratori hanno rappresentato il momento iniziatore di un processo più generale di salvaguardia e prevenzione ambientale. Oggi la questione generale dell’ambiente va intesa come questione di sistema che necessita di un approccio e di azioni mirate al conseguimento di obiettivi utilizzando il metodo e il modello della qualità totale. Questione di sistema significa anche condivisione degli obiettivi e coinvolgimento attivo ed integrato di soggetti istituzionali diversi. Nel suo intervento il Sindaco manifesta alcune preoccupazioni dovute in particolare all’attuale cultura legislativa definita troppo “astratta e generalista” soprattutto quando definisce standard di riferimento estranei al contesto in cui dovrebbero trovare applicazione. Un’altra preoccupazione riguarda l’assetto organizzativo degli enti locali che non consente un’operatività tempestiva ed incisiva rispetto alle problematiche specifiche del territorio e della cittadinanza.
  • il vicepresidente di Unindustria Veneziana sig. Alessandro Gris ritiene che la 626/94 rappresenti un’occasione per sviluppare una cultura della sicurezza in particolare attraverso la crescita di un’organizzazione aziendale capace di gestire con efficacia sia le problematiche della sicurezza che quelle della qualità. In questo modo si creano i presupposti per ottenere anche dei vantaggi per l’impresa che incentivano gli investimenti necessari per gli eventuali adeguamenti alla legge.
  • Il sig. Gris auspica che il Servizio Pubblico aggiorni le proprie competenze e il proprio sistema organizzativo per rispondere adeguatamente alle esigenze del mondo del lavoro e propone incentivi finanziari attraverso l’INAIL da erogare a quelle imprese che investono in prevenzione. Chiede inoltre sovvenzioni pubbliche per gli investimenti in materia di sicurezza e tutela della salute dei lavoratori e una significativa depenalizzazione delle violazioni alle norme in materia di igiene e sicurezza sul lavoro. Secondo il sig. Gris sarebbe inoltre opportuna una chiara distinzione tra soggetti che esercitano il ruolo di vigilanza e controllo e soggetti cui sono affidati compiti di assistenza e di consulenza.
  • il Sig. Ermanno Morelli, in rappresentanza delle organizzazioni dei lavoratori, sottolinea l’importanza di superare gli aspetti di mero adempimento burocratico legati alla 626/94 che attualmente appaiono predominanti. Per invertire questa tendenza bisogna premiare quelle esperienze che hanno conseguito concreti obiettivi di prevenzione sulla base di specifici indicatori di risultato concordati tra le parti aziendali. I comitati paritetici sono indicati quali riferimenti organizzativi per sviluppare la fattiva partecipazione di tutti i principali attori della 626 ed in particolare per realizzare iniziative di formazione, per produrre materiale informativo e per avviare sistemi di controllo e di verifica sull’attuazione della normativa da attuarsi direttamente sul campo. Anche secondo il sindacato è importante collegare le iniziative e gli investimenti aziendali per la prevenzione con riconoscimenti, premi e vantaggi economici secondo il metodo delle reciproche convenienze, ad esempio l’INAIL potrebbe ridurre il premio assicurativo a fronte di investimenti aziendali in prevenzione. Morelli sottolinea l’interesse che le associazioni dei lavoratori attribuiscono alla creazione del Centro Regionale di promozione della salute nei luoghi di lavoro alla cui conduzione chiedono di essere ammessi a pieno titolo.
  • il dr. Carlo Favaretti, direttore generale della AULSS di Adria svolge una serie di considerazioni sul legame esistente tra le aziende di servizi sanitari quali sono le AULSS e gli aspetti di promozione della salute dei lavoratori. In particolare sottolinea l’importanza che assume nel mandato aziendale l’interesse alla salute dei cittadini utenti e dei lavoratori e ritiene che in virtù di questi motivi le AULSS debbano svolgere un ruolo di guida e di modello realizzando un’organizzazione aziendale che coerentemente persegua obiettivi di promozione della salute.
  • il dr. Carlo Pizzati, titolare di una piccola impresa nella quale ha anche assunto la funzione di responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, si collega a quanto esposto dal Sig. Gris e ribadisce la necessità di interpretare la 626 come fattore di cambiamento positivo per le aziende. Sottolinea il fatto che l’impresa è il principale fattore di sviluppo economico e sociale del territorio e stima il costo economico degli adeguamenti derivanti dalla corretta applicazione della 626 per imprese di piccole-medie dimensioni in circa 1/6 del loro fatturato. Auspica quindi un sistema di controllo non solo sanzionatorio ma anche premiale.
  • il sig. Gianfranco Donaggio, rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, espone il disagio e la preoccupazione per una situazione lavorativa che è dominata da logiche economicistiche e che ha prodotto una riduzione di attenzione e di investimenti sulle problematiche della sicurezza. Tale ridotta sensibilità riguarda tutto il mondo del lavoro e tutte le sue componenti nonostante il recepimento di innovative normative in materia di igiene e sicurezza del lavoro.
    Per superare questo stato di cose e contrastare l’attuale eccessiva frammentazione e sovrapposizione di competenze tra diversi soggetti con funzioni di controllo propone la creazione di un coordinamento che definisca le priorità di intervento, valorizzi il ruolo dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza e pianifichi, nei tempi e nei modi più opportuni, gli interventi di prevenzione.
  • il dr. Paolo Spolaore, dirigente della Direzione per la Prevenzione della Regione Veneto, constata come le politiche sanitarie fondate sull’obiettivo prioritario del contenimento della spesa si siano dimostrate inefficaci e propone un nuovo scenario di riferimento in cui sia perseguita la sinergia tra politiche sanitarie , economiche e sociali.Fa quindi riferimento agli indirizzi strategici indicati dall’OMS che indicano quali priorità d’iniziativa sanitaria:1) la promozione della salute
    2) azioni per favorire stili di vita e ambienti sani
    3) un adeguato sistema di assistenza sanitaria
    4) lo sviluppo di adeguate attività di supporto e di ricerca

L’intenzione della Regione di affermare tali indirizzi si può realizzare attraverso strategie che tengano conto del particolare contesto veneto contraddistinto da una parte dalla dominanza, nel sistema sanitario, dell’ospedale rispetto ai servizi di prevenzione, dall’altra, nel sistema produttivo, dalla diffusione della piccola e media impresa. Viene anche riferito che l’attuale assetto organizzativo regionale è centrato su compiti di gestione operativa più che su attività di programmazione e coordinamento. Da questo punto di vista viene sottolineata l’importanza dell’obiettivo di accrescere le conoscenze e le competenze del sistema pubblico anche attraverso i progetti di costruzione di un sistema informativo integrato centrato sull’utente, un’osservatorio epidemiologico, il Centro regionale per la Promozione della salute nei luoghi di lavoro.
  • il dr. Franco Toniolo, direttore della Segreteria Regionale del Settore Socio Sanitario, sottolinea l’intenzione della Regione di attrezzarsi ad essere un Ente di accreditamento della qualità fin dal 1998. Dal punto di vista della spesa sanitaria manifesta l’intenzione di spostare risorse verso le attività di prevenzione e di promozione della salute. La sessione pomeridiana del Convegno è stata dedicata al tema della Promozione della salute e della qualità nei luoghi di lavoro.
  • L’Ing. Piero Dettin, presidente dell’Associazione Triveneta per la Qualità entra nel merito delle caratteristiche che deve avere un sistema di qualità sottolineando come esso corrisponda a un organizzazione che pone l’obiettivo del miglioramento continuo all’interno dei processi produttivi. Per questo motivo il sistema qualità deve porre attenzione in primo luogo alle attività di sviluppo delle risorse umane in termini di formazione, qualificazione, motivazione, benessere.
  • Il prof. Lambert Briziarelli dell’Università di Perugia pone l’accento sulla diversità concettuale tra metodologia tradizionale della medicina del lavoro e promozione della salute. Denuncia la scarsa esperienza italiana per quanto concerne le azioni di promozione della salute nelle aziende e individua come fattori limitanti il fatto che la legislazione assegna il controllo del sistema della prevenzione alle aziende, la scarsa determinatezza del ruolo dei servizi pubblici di prevenzione, la scarsa cultura specifica nel mondo delle imprese. Propone invece, come fattore favorente un sistema di incentivi economici alle aziende che svolgono promozione della salute e l’individuazione dei servizi pubblici quali strutture di supporto tecnico.
  • Il dr. Giovanni Pilati, direttore scientifico del Centro di Educazione alla salute, Servizio Regionale di documentazione, espone lo stato attuale delle iniziative di promozione della salute nel Veneto unitamente alle prospettive di sviluppo. Illustra l’attività realizzata dal Centro in molteplici iniziative che hanno coinvolto numerosi operatori ed utenti.
  • Il dott. Giancarlo Magarotto, direttore del Servizio di Prevenzione e Sicurezza degli Ambienti di Lavoro della AULSS 12, illustra il progetto veneto delle aziende per la promozione della salute, inserito nel più ampio sistema veneto per la promozione della salute, che si pone l’obiettivo di sviluppare una più estesa e radicata cultura della prevenzione nei luoghi di lavoro da realizzarsi attraverso:1) creazione di un linguaggio comune
    2) valorizzazione di iniziative che rappresentino un esempio positivo da imitare
    3) facilitazione del confronto e dello scambio di esperienze
    4) sviluppo della cooperazione
La creazione della rete delle aziende per la WHP (promozione della salute al lavoro) presuppone un notevole impegno da parte dei Dipartimenti di Prevenzione delle ULSS per fornire assistenza al mondo del lavoro in particolare per fornire contributi per l’informazioni e la formazione delle nuove figure deputate alla prevenzione nelle aziende, in primo luogo, i responsabili di Servizi di Prevenzione e Protezione, i medici competenti e i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza. Un ruolo particolare e di primo piano spetterà all’istituendo centro regionale per la promozione della salute nei luoghi di lavoro i cui compiti principali dovranno essere:
  1. assistenza e supporto informativo e documentale alle strutture pubbliche e private che intendono sviluppare azioni di WHP
  2. progettazione e validazione di modelli di WHP
  3. connessione in rete con i soggetti a vario titolo interessati ad iniziative di WHP
  4. realizzazione di cataloghi sulle iniziative di WHP realizzate
  5. ricerca di partners per progetti di WHP

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