La Salute dei Lavoratori del Comparto Alberghiero

Si è svolto nella giornata del 16 ottobre 97 a Montegrotto Terme (PD) un Convegno Regionale dal titolo La Prevenzione dei Rischi Lavorativi nel Comparto Alberghiero organizzato dallo SPISAL dell’ASL n 16 di Padova con il patrocinio della Regione del Veneto e delle Associazioni degli Albergatori di Abano e Montegrotto Terme.
Il primo obiettivo del Convegno era quello di riportare alcune esperienze di valutazione dei rischi lavorativi effettuate dai consulenti medici e tecnici delle Associazioni di categoria in diversi alberghi del Bacino Termale Euganeo che vede una concentrazione alberghiera che occupa circa 5.000 addetti. L’applicazione della complessa normativa in aziende particolari come gli alberghi può non essere priva di difficoltà dato che il presunto basso rischio, per tradizione, non aveva favorito lo sviluppo di una cultura e pratica della sicurezza. Occorreva quindi aiutare il processo di armonizzazione del comparto con la normativa vigente.
Il dr. Sarto dello SPISAL ha riportato uno studio epidemiologico sui 340 infortuni che erano accaduti negli ultimi 7 anni negli alberghi di Montegrotto dimostrando che i lavoratori della cucina hanno lo stesso indice di frequenza di infortuni della metallurgia (41,5 contro 43,0) e che le squadre dei manutentori, giardinieri ed addetti alle piscine hanno lo stesso indice di frequenza della media nazionale di tutti i comparti (32,0 contro 34,6); ovviamente gli indici di gravità sono rispettivamente più bassi. Una categoria di lavoratori con indici di gravità estremamente elevati è quella dei portafanghi tra i quali si sono verificati anche degli infortuni mortali. Durante il Convegno è stato presentato un ciclo completamente automatizzato di prelievo, mescola e trasporto del fango dalle vasche di maturazione al lettino del cliente per l’applicazione; questa automazione elimina il rischio d’infortuni per caduta nelle vasche e per contatto con il fango a 70 °C e il rischio di movimentazione manuale dei carichi. La valutazione dei rischi antinfortunistici è stata analizzata nelle relazioni degli ingegneri Scarparo, Ciardo e del perito Falcone e quella dei rischi igienici dai dottori Muneghina e Toniato. Di particolare interesse è stata l’esposizione della valutazione dei rischi negli alberghi veneziani di dimensioni medio piccole o familiari e quindi con problematiche diverse e, in generale minori, di quelle dei grandi alberghi del bacino euganeo. L’esperienza veneziana è scaturita da una collaborazione tra lo SPISAL (dr. Montagnani) e l’Ente Bilaterale Territoriale (EBT) che è l’organismo paritetico tra le parti sociali corrispondente ai CPT dell’edilizia e che dovrebbe essere l’unico del genere in Italia; un esempio da seguire!
Secondo obiettivo del Convegno era quello di sensibilizzare ed orientare gli operatori allo scopo di individuare concrete possibilità affinché gli investimenti a favore della sicurezza diventino di fatto anche effettivo miglioramento della qualità dei servizi offerti. Questa tesi ha sotteso tutte le relazioni ed è stata sviluppata dai professori Scipioni e Paccagnella della Facoltà d’Ingegneria: fare sicurezza negli alberghi significa migliorare la qualità dell’offerta per la clientela e rende più facile il percorso per fregiarsi di marchi d’area o di certificazioni di qualità che stanno diventando condizioni sempre più indispensabili per migliorare l’offerta alberghiera che è una delle risorse chiave del nostro Paese.

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